Forex, ecco cosa sta accadendo al dollaro

broker opzioni binarieI dati macro statunitensi pubblicati ieri sono stati sostanzialmente positivi, sorprendendo verso l’alto i macroeconomisti. Eppure, il dollaro ne ha beneficiato pochissimo. Per quale motivo?

La reazione lieve della valuta verde nei confronti di quanto sta accadendo dimostra fondamentalmente che i livelli raggiunti dal biglietto verde sono molto elevati, e come pertanto ulteriori apprezzamenti del dollaro dovranno essere sostenuti da ben altri convincimenti di analisi fondamentale. Ancora, la situazione ora formatasi dimostra come la Fed voglia mostrare nuova e rinnovata cautela nel mantenere le redini, evitando quindi che i mercati scontino un profilo troppo aggressivo di rialzi dei tassi di interesse di riferimento.

Tuttavia, anche se il report dell’occupazione previsto in pubblicazione il 5 dicembre dovesse sorprendere favorevolmente il dollaro, riteniamo che i massimi recenti potrebbero essere ritoccati verso l’alto. Difficilmente in quel caso la Federal Reserve rimarrebbe ininfluente agli sviluppi valutari: la data del 5 dicembre diventa pertanto cruciale per cercare di capire quali saranno le direzioni che assumerà li FOMC del 17 dicembre. Se la Federal Reserve dovesse mantenersi opportunamente ed esplicitamente prudente, il dollaro potrebbe ritracciare temporaneamente verso il basso.

Situazione diametralmente opposta nell’area euro, dove i dati macro pubblicati ieri sono stati peggiori delle attese, dimostrando un nuovo deterioramento contro aspettative di stabilizzazione o di lieve miglioramento. L’euro ne ha ovviamente risentito correggendo verso quota 1,2500 EUR/USD. La correzione più sensibile è tuttavia avvenuta nelle ultime ore in seguito al discorso del governatore della Bce Mario Draghi, che ha riconosciuto che il quadro dell’area si è fatto più critico aggiungendo che nell’ipotesi in cui lo stimolo attuato finora non si rivelerà sufficientemente efficace per riportare l’inflazione a target, la politica monetaria verrà resa ancora più espansiva, agendo sia sulla dimensione che sulla composizione degli acquisti. Insomma, il quantitativa easing ora non è più così lontano. Attenzione alla sperimentazione del supporto a 1,2400.

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