Quanto conviene investire sul dollaro nel 2016?

Dopo anni di ripresa moderata, pare che – finalmente – l’economia statunitense sia arrivato al momento della guarigione completa. A prendere atto di ciò è stata la Federal Reserve che, pertanto, nella scorsa sessione ha deliberato l’incremento dei tassi di interesse di riferimento aprendo di fatto il processo di normalizzazione della politica monetaria, attraverso un sentiero che sarà, comunque, lungo e graduale. Ma cosa avverrà a chi vuole investire sul dollaro?

In primo luogo, la svolta della Federal Reserve deve essere interpretata come un avvenimento positivo, considerato che serve a consolidare la normalizzazione dell’economia dopo una lunga fase di convalescenza, a sua volta seguita dai noti shock. In secondo luogo, è però bene ricordare come la rotta intrapresa dalla politica monetaria statunitense stia ora viaggiando su acque non esplorate, e sarà accompagnata da una prevedibile volatilità.

Detto ciò, a nostro giudizio è probabile che la politica monetaria della Federal Reserve rimarrà espansiva e ottimistica, tollerando anche sforamenti occasionali negli obiettivi di massima occupazione e di inflazione nel 2016. Sebbene non sia certo quale possa essere il ritmo dei rialzi, è probabile che questo possa essere compreso tra un minimo di 2 (scenario prudenziale ) e un massimo di 4 (scenario ottimistico), tutti da 25 basis points. Il dollaro dovrebbe beneficiarne, rafforzandosi ulteriormente contro euro e, probabilmente, avvicinando o infrangendo la soglia della parità tra le due valute.

A sua volta, il dollaro forte contribuirà a contenere i rischi verso l’alto dell’inflazione. Occhi aperti anche alle condizioni dell’economia globale, che rimangono fragili, con molte economie emergenti in fase recessiva (si pensi a Russia o Brasile). Infine, attenzione anche all’Asia, in fase di aggiustamento, con i timori cinesi che, ad oggi, paiono tutt’altro che sopiti. Il trend di rialzo sembra tuttavia tracciato e, salvo clamorose sorprese, dovrebbe essere mantenuto sul breve e medio termine.

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