L’omeopatia è efficace o no?

L’omeopatia è stata giustamente chiamata la “medicina del 21° secolo“.  Ma di cosa si tratta?

Per i sostenitori di questa disciplina, è un metodo potente ma delicato per aumentare il sistema immunitario e difensivo di una persona. È un metodo sofisticato di individualizzazione delle medicine alla totalità degli aspetti fisici e psicologici di un individuo, e non semplicemente alla sua malattia. Ed è un metodo collaudato per guarire persone che sperimentano una vasta gamma di disturbi acuti, cronici e persino ereditari.

Detto questo, bisogna anche riconoscere che l’omeopatia non è una panacea di tutti i mali e che per la larghissima schiera di critici (buona parte dei medici, e non solo), non serve quasi a nulla.

Dunque, forse c’è una via di mezzo?

Sicuramente, l’omeopatia non può servire a tutto o a tutti. Il sistema immunitario e di difesa di alcune persone è così indebolito o compromesso che nulla può suscitare una risposta di guarigione. Alcune persone hanno bisogno di un intervento chirurgico per guarire, e altre non possono essere guarite per ragioni sconosciute.

Nonostante queste limitazioni per individui selezionati, i sostenitori dell’omeopatia ritengono che possa migliorare la salute di una persona dando sollievo a un disturbo, e facendo guarire vari disturbi fisici, trasformando e migliorando lo stato emotivo e mentale di una persona.

Sebbene queste affermazioni siano davvero audaci, l’omeopatia ha più di 200 anni di storia a sostegno di queste valutazioni. La ragione principale per cui l’omeopatia divenne popolare nel XIX secolo era dovuta ai notevoli risultati che i medici omeopatici sperimentarono nel trattare le persone che soffrivano di epidemie di malattie infettive che imperversavano in quel periodo. Le epidemie di colera, scarlattina, tifo e febbre gialla erano dilaganti e uccidevano un gran numero di persone. Eppure, i tassi di morte negli ospedali omeopatici erano comunemente la metà o addirittura un ottavo dei tassi di morte negli ospedali medici convenzionali.

Questi risultati, non sempre dimostrati, aiutarono l’omeopatia a crescere negli Stati Uniti, tanto che a cavallo del XX secolo c’erano 22 scuole di medicina omeopatica, tra cui l’Università di Boston, l’Università del Michigan, il New York (Homeopathic) Medical College e l’Università del Minnesota. Circa il 15% dei medici americani si consideravano medici omeopatici, e c’erano oltre 100 ospedali omeopatici.

La popolarità dell’omeopatia è diminuita bruscamente dopo la fine del secolo, dopo che medici e compagnie farmaceutiche sollevarono ampi dubbi sulla sua efficacia reale.

Tuttavia, ad oggi, circa il 20% dei medici non esclude di prescrivere medicine omeopatiche. Ne deriva che l’omeopatia oggi è diventata così popolare in Europa che non è più appropriato considerarla “medicina alternativa”.

Si tenga anche conto che l’omeopatia è ancora più popolare in alcune parti dell’Asia. Ci sono infatti oltre 125 college omeopatici di quattro e cinque anni in India, e ci sono oltre 100.000

medici omeopatici. L’omeopatia è usata praticamente in ogni paese del mondo oggi, e milioni di persone prendono una medicina omeopatica ogni giorno, contribuendo ad alimentare un perenne contrasto tra sostenitori e oppositori.

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