Cessione quinto: ecco perchè per le banche è la formula preferita!

salvadanaioNel corso degli ultimi anni c’è una forma tecnica di erogazione creditizia che non ha sentito i segni della crisi, anzi: la cessione quinto dello stipendio o della pensione. Mentre infatti le forme di erogazione di credito al consumo, di prestito personale o di mutuo ipotecario continuavano a perdere volumi, falcidiate dagli effetti delle difficoltà congiunturali, la cessione quinto ha finito con il conquistare delle fette di mercato sempre più ampie all’interno del mercato creditizio italiano, divenendo uno dei punti di riferimento (a volte, quasi obbligati) per tutti coloro i quali desiderano ottenere un finanziamento.

Insomma, alla cessione quinto spetta un vero e proprio “miracolo”: essersi trasformata da “ultima spiaggia” per coloro i quali desiderano accedere a un prestito (un tempo era pressochè univocamente riservata a protestati), a principale forma tecnica per poter ottenere l’agognata somma di denaro, utile per poter compiere le spese pianificate o improvvise. Una trasformazione sostanzialmente graduale, accelerata – tuttavia – nel corso degli ultimi quattro o cinque anni, in concomitanza con l’approfondirsi della crisi economico finanziaria del vecchio Continente.

Un ruolo decisivo nel (ri)apprezzamento della cessione quinto quale forma tecnica di riferimento per coloro i quali desiderano disporre di un finanziamento l’hanno avuta, naturalmente, le stesse banche. Oggi sono gli istituti di credito a indirizzare la propria clientela verso questa forma tecnica, considerata come estremamente gradita soprattutto alle stesse aziende finanziarie, che mediante la cessione del quinto dello stipendio o della pensione possono disporre di una maggiore “sicurezza” in sede di rimborso del debito.

La ragione di quanto sopra è semplice: la cessione quinto dello stipendio o della pensione coinvolge, direttamente, un terzo soggetto. Considerando che il rimborso delle rate del piano di ammortamento avviene mediante trattenuta sulla busta paga o sul cedolino pensione, ne consegue che è il datore di lavoro o l’ente previdenziale a dover effettuare materialmente il pagamento della rata alla banca. Una vera e propria rassicurazione, per l’istituto di credito, visto e considerato che non si correrà più il rischio che il debitore faccia perdere le proprie tracce (magari, spostando la domiciliazione dello stipendio o della pensione su altro conto corrente).

Oltre a quanto sopra, la cessione del quinto della pensione o dello stipendio è accompagnata da forme assicurative particolarmente redditizie per l’istituto di credito. E, in un contesto creditizio in cui il comandamento principale sembra essere quello di fare reddito subito e in ogni modo, quanto sopra rappresenta certamente una ghiotta opportunità di affari.

Insomma, approccio commissionale di interesse, coperture assicurative e coinvolgimento del datore di lavoro o dell’ente previdenziale, rappresentano tre dei principali driver che guidano la banca verso la proposizione commerciale proprietaria delle forme di cessione quinto. Tre determinanti che sembrano essere sufficienti per traghettare un crescente volume di neo-debitori verso tale forma tecnica, e che sembrano essere sostanzialmente “migliori” dei vantaggi conseguibili dal cliente che, dal canto suo, non potrà che osservare con soddisfazione la possibilità di poter godere di tassi spesso più concorrenziali di altre forme di finanziamento, coperture assicurative che potranno garantire una migliore serenità nella gestione di tale esposizione passiva, e della convenienza e della comodità di poter contare su un rimborso “alla fonte”, direttamente sulla busta paga o sul cedolino pensione.

Per quanto concerne il futuro, è probabile che il ritmo di crescita della cessione del quinto dello stipendio o della pensione possa subire degli evidenti rallentamenti. Il boom del comparto è già alle spalle, ma i prossimi anni potrebbero comunque comportare un gradevole prolungamento di tale tendenza, consentendo quindi a decine di migliaia di aspiranti debitori italiani di poter avere una utile alternativa di reperimento di risorse finanziarie.

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